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mercoledì 14 maggio 2014

Nutella Ferrero, compie 50 anni

nutella
il mito compie 50 anni

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La Nutella compie mezzo secolo di vita e gli anni li porta proprio bene e per festeggiare questa meravigliosa crema sono previsti eventi in tutto il mondo. In Italia i principali sono ad Alba e a Napoli.

Le Poste Italiane emetteranno anche un francobollo celebrativo.

La data ufficiale di nascita della nutella è il 20 aprile 1964, quando dallo stabilimento Ferrero di Alba esce il primo barattolo di Nutella.

Ho voluto inserire la Nutella,  Ferrero , tra i prodotti tipici piemontesi anche se non lo è ufficialmente perchè penso che sia uno dei prodotti che più sono conosciuti e rappresentino un territorio. Dici Nutella e immediatamente pensi a Ferrero >Alba > Cuneo >Piemonte per cui ci sta in pieno tra questi prodotti.

Sulla Nutella è difficile scrivere qualcosa di nuovo, sono stati scritti libri, fatti film, tavole rotonde, party etc…allora mi limito a riassumere la storia di questo meraviglioso e unico prodotto che è sicuramente tra i tre marchi che più sono conosciuti al mondo in compagnia di Coca Cola e Mc. Donalds. Con la Settimana enigmistica è anche uno dei prodotti più copiati.

Nutella è il nome commerciale Italiano di una crema gianduia; infatti essa è a base di oli vegetali, zucchero, nocciole e cacao. Fu creata nel 1964 dall'industria dolciaria italiana Ferrero, sulla base di una precedente crema denominata Pasta Giandujot e poi SuperCrema. Il nome deriva dal sostantivo nut, che significa "nocciola" in inglese, e il suffisso ella per ottenere un nome orecchiabile.

venerdì 20 dicembre 2013

Fugassa d’ la Befana – Focaccia della Befana

FUGASSA D’ LA BEFANA

Gusto e tradizione si uniscono per un dolce tipico Cuneese da sempre consumato in famiglia o con gli amici

Fugassa d' la Befana - Focaccia della Befana

Dopo aver visto come preparare il Re dei dolci delle festività Natalizie “il Panettone” e i “Cicio d’ Capdan” vediamo il dolce tipico Cuneese per la Festività della Befana “la “fugassa d’ la Befana” ovvero la focaccia della Befana.

L’origine della “fugassa d’ la Befana” è antichissima ed in queste tutti se la ricordano sempre. Ha una forma che ricorda vagamente una margherita e si usa consumarla in compagnia…ma attenzione a non incontrare le fave all’interno venivano inserite due due fave una bianca e una nera…chi trovava la bianca doveva pagare la focaccia e chi trovava la nera pagava il vino.

La “fugassa d’ la Befana” è oggi un prodotto PAT della Regione Piemonte e viene prodotta dalle migliori panetterie e Pasticcerie, artigianali, della zona.

Vi riporto integralmente la ricetta come mi è stata consegnata:

Per la preparazione della focaccia occorrono, oltre al lievito naturale (ottenuto da lievito madre, farina e acqua) farina “00”, burro, uova, sale e canditi di arancia, cedro e vaniglia.

mercoledì 18 dicembre 2013

Gli “Zest” Scorze di Agrumi Candite

STORICA RICETTA DEL TRECENTO DI CARIGNANO

GLI “ZEST”

Scorze di agrumi candite prodotto PAT del Piemonte

Arance candite - Zest

Lo “Zest” di Carignano (To) è una specialità che risale al Trecento e si tratta della famosa tecnica per candire frutti e scorze di agrumi.

Possiamo pertanto dire che gli “Zest” siano gli antenati dei canditi e la loro provenienza è certificata  da una lettera che la Duchessa Bianca di Monferrato scrisse al Duca Savoia Carlo III il 9 ottobre 1516 dove gli “Zest” venivano indicati con il nome “gestes”.

Il nome “Zest” deriva dal Francese “Zeste” che indica la buccia o scorza della frutta, in effetti non sono altro che le scorze degli agrumi candite e sono ora annoverati tra i prodotti PAT della Regione Piemonte.

Il successo degli “Zest” inizia verso la fine del Settecento e si diffusero velocemente in tutta Italia ed ancora oggi si trovano nelle migliori pasticcerie.

mercoledì 9 ottobre 2013

Tartufo bianco d’Alba e Monferrato, guida e consigli

IL TARTUFO BIANCO “TRIFOLA” UNICO E INIMITABILE

IL TARTUFO BIANCO D’ALBA E MONFERRATO

Una preziosa guida e tanti consigli per conoscere, comprare e gustare il prezioso tubero ma non solo …conoscere i luoghi di raccolta, le fiere e i mitici cani da “trifola”

Parlare del Tartufo bianco  d’Alba e del Monferrato  è una cosa facile ma difficile nello stesso tempo. E’ il prodotto più famoso  al mondo e nello stesso tempo uno dei meno conosciuti, gastronomicamente parlando, in quanto probabilmente anche il più caro e non alla portata di tutte le tasche.

Sicuramente è un mito senza eguali, i pezzi pregiati vengono contesi con aste da capogiro che coinvolgono tutti i continenti ed è proprio in questo territorio che si trovano quelli più pregiati e ricercati che finiscono sulle tavole dei potenti del mondo.

Il turismo enogastronomico legato alla “trifula” non conosce cedimenti, anzi sono sempre maggiori le visite che ogni anno vengono effettuate alle numerose fiere che si snodano tra le Langhe , il Roero   e il Monferrato. Ma…….

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Cosa è il Tartufo “Trifola”

È il nome comune con il quale sono indicati i corpi fruttiferi (sporocarpi) di funghi che compiono il loro intero ciclo vitale sotto terra(ipogei) appartenenti al genere Tuber. Devono obbligatoriamente vivere in simbiosi con piante arboree per produrre il prezioso sporocarpo. Sono formati da una parete esterna detta peridio, il quale può essere liscio o sculturato e di colore variabile dal chiaro allo scuro.

La massa interna, detta gleba, di colore variabile dal bianco al nero, dal rosa al marrone è percorsa da venature più o meno ampie e ramificate che delimitano degli alveoli in cui sono immerse delle grosse cellule (gli aschi) contenenti le spore. Le caratteristiche morfologiche del peridio, della gleba, degli aschi e delle spore, sommati alla dimensione ed alle caratteristiche organolettiche permettono l’identificazione delle specie di tartufo.

domenica 14 aprile 2013

Carn Seca PAT del Piemonte

CARN SECA PAT – Carne secca

La Carn Seca è carne bovina marinata ed essiccata.

Carn seca

TERRITORIO DI PRODUZIONE

L'area di produzione comprende il Verbano Cusio Ossola.

COME SI FA

I tagli magri di carne, ottenuti generalmente da bovini di razza Bruna locale, vengono prima disossati e poi posti a marinare per una decina di giorni in una concia di vino rosso, marsala, sale, pepe, aromi e spezie.


Dopo la marinatura la carne viene fatta asciugare all'aria per circa 60 giorni. Qualche giorno prima della vendita il prodotto viene passato nella farina bianca.

Fonte: Regione Piemonte 

 

                  Zia Fiorella

sabato 13 aprile 2013

Olio Essenziale di Menta Piperita PAT del Piemonte

OLIO ESSENZIALE DI MENTA PIPERITA PIEMONTE

L'olio essenziale greggio di menta piperita (PAT) è ottenuto dalla distillazione in corrente di vapore dell'erba verde in pianta intera proveniente dalla coltivazione della Menta Piperita nera.

Olio menta piperitaL'olio essenziale di menta piperita presenta un aspetto limpido, incolore o giallo paglierino assai fluido, un aroma forte, penetrante, caratteristico di menta, un sapore pepato e lascia in bocca una persistente sensazione di freschezza seguita da una leggera punta di amaro.

TERRITORIO DI PRODUZIONE

Le zone vocate sono l'area ristretta lungo il Po e i suoi affluenti (Pellice, Varaita, Macra), compresa tra Carignano e Villafranca Piemonte con centro in Pancalieri in provincia di Torino, comprendente i comuni della provincia di Torino e di Cuneo.

COME SI FA

Al fine di ottenere l'olio essenziale, la raccolta viene effettuata nel periodo di piena fioritura verso la metà di agosto. Le operazioni di distillazione, dirette all'ottenimento dell'olio, sono effettuate nello stesso areale dove avviene la produzione. L'olio essenziale di menta di Pancalieri si ottiene mediante distillazione in corrente di vapore, realizzata per mezzo di alambicchi in metallo,

giovedì 4 aprile 2013

Grana Padano Formaggio DOP del Piemonte

GRANA PADANO DOP

Il formaggio "Grana Padano DOP", formaggio duro prodotto con latte crudo di vacca, a pasta cotta e a lenta maturazione, pare sia nato già intorno all'anno Mille per la necessità dei monaci cistercensi e benedettini di poter conservare il latte prodotto in eccesso con la produzione di un formaggio che, a differenza delle formaggelle di cui erano abili produttori, fosse più consistente e di più lunga conservazione.

grana.padano.dopE' possibile distinguere a seconda del periodo di stagionatura e dell'area di produzione quattro diverse tipologie di Grana Padano:

- Grana Padano DOP (stagionatura minima nove mesi);
- Grana Padano DOP oltre16 mesi (stagionatura superiore a 16 mesi);
- Grana Padano DOP Riserva oltre 20 mesi (stagionatura di almeno 20 mesi);
- Grana Padano DOP Trentingrana (prodotto nella provincia autonoma di Trento).

La zona di produzione del «Grana Padano» DOP coincide in larga parte con la regione della pianura padana, ovvero l'area geografica ricca di acque, tra le più fertili al mondo e tra le più adatte alla produzione di foraggi in particolare il mais, favorita anche dallo specifico microclima della zona. Proprio la grande disponibilità di mais ha costituito un elemento fondamentale per il mantenimento dell'allevamento bovino e per la conseguente disponibilità di latte, che ha stimolato la popolazione rurale e in particolare i "casari" ad utilizzarlo nella trasformazione in un formaggio serbevole.

TERRITORIO DI PRODUZIONE

Tutto il Piemonte

venerdì 18 gennaio 2013

Ricetta dei Grissini Rubatà di Chieri PAT del Piemonte

Dopo aver visto la storia dei famosi grissini rubatà di Chieri, prodotto PAT della Regione Piemonte, vediamo la ricetta per prepararli in casa.
grissini_rubatà
La cottura dei grissini rubatà prevede la cottura nel forno a legna, pertanto difficilmente avremo quelli veri, ma nel nostro forno di casa possono comunque  preparare degli ottimi grissini tipo rubatà.
Ingredienti per i grissini rubatà:

  • farina 5 kg.
  • acqua 3 dl.
  • sale 75 g.
  • strutto 50 g.
  • lievito 50 g.
  • malto 100 g.

mercoledì 16 gennaio 2013

Grissino Rubatà di Chieri (PAT) del Piemonte

GRISSINO RUBATÀ DEL CHIERESE

Il grissino rubatà o robatà è uno dei più celebri e diffusi prodotti della gastronomia del torinese e uno dei più noti della cucina italiana all'estero.

Grissino Rubatà del Chierese        marchio Grissino Rubatà del Chierese

I grissini stirati e rubatà sono le due notissime varianti tipiche di Torino, lavorate e foggiate con tecniche diverse.
Il grissino Rubatà (in piemontese, letteralmente, "ruzzolato") è ottenuto per arrotolamento, da compressione manuale sul tavolo di lavoro, di lunghezza variabile dai 40 agli 80 cm, facilmente riconoscibile per le caratteristica nodosità, dovuta alla lavorazione a mano.

lunedì 14 gennaio 2013

Toma Piemontese Formaggio DOP del Piemonte

TOMA PIEMONTESE DOP

Il formaggio "Toma Piemontese" DOP , formaggio prodotto esclusivamente con latte di vacca, ha origini che risalgono all'epoca romana, ma solamente documenti dell'anno mille riportano citazioni che lo identificano precisamente, figurando soprattutto nei "pastus" distribuiti ai poveri o ai lavoratori subalterni, tanto da convalidare l'ipotesi di un suo uso, almeno in questi periodi iniziali, caratteristico dei ceti popolari; pare infatti andassero per la maggiore formaggi particolarmente piccanti e detti "formaggi dei poveri".

logo_tomaPiemLa produzione della Toma Piemontese DOP è strettamente legata all'areale alpino piemontese ed in particolare ai margari che sfruttavano i pascoli montani nel periodo estivo per poi ridiscendere a fondovalle o in pianura nel periodo invernale.

Fondamentali nel determinare le caratteristiche organolettiche del prodotto sono le condizioni ambientali e di consuetudine nella lavorazione tramandatasi nei secoli.
Il formaggio "Toma Piemontese" si presenta in due tipologie: grasso (a pasta morbida) prodotta con latte intero e semigrasso (a pasta semidura) prodotto con latte parzialmente scremato.

mercoledì 9 gennaio 2013

Castelmagno Formaggio DOP del Piemonte

CASTELMAGNO DOP

Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.

Formaggio Castelmagno- Immagine Tratta da Wikipedia

Il Castelmagno è un formaggio pressato a pasta semidura di latte vaccino crudo (tipi genetici Barà Pustertaler, Bruna, Pezzata Rossa d'Oropa, Pezzata Rossa, Montbeliard, Grigio Alpina, Piemontese, Valdostana e loro incroci alimentate con almeno il 30% di foraggi freschi o affienati al fine di tutelare il legame con il territorio), con eventuali aggiunte di latte ovino e/o caprino in percentuale da un minimo del 5 ad un massimo del 20 %.

E' prodotto al di sopra dei 600 metri sul livello del mare e reca quindi in etichetta la dicitura "Prodotto della Montagna". Solo quando la produzione e la caseificazione avvengono al di sopra dei 1000 metri sul livello del mare e il latte è proveniente esclusivamente da
vacche, capre e pecore alimentate al pascolo con almeno il 90 % di flora locale nel periodo compreso tra l'inizio di maggio e la fine di ottobre, viene riportata in etichetta la dicitura "di Alpeggio".

martedì 8 gennaio 2013

Beddo, formaggio PAT del Piemonte

BEDDO (PAT)

Il Beddo è un formaggio semigrasso, a breve stagionatura. Le forme sono cilindriche ed hanno un peso variabile dagli 800 grammi ad 1 Kg. La crosta di colore paglierino, detta "camisa", compare a partire dal quinto o sesto giorno di stagionatura.

beddo

La pasta del Beddo è compatta e morbida, di colore bianco. Il prodotto fresco ha un sapore piacevole e delicato, e conserva gli aromi delle essenze foraggiere di montagna. Il formaggio maturo, invece, ha odori e sapori più pronunciati e persistenti e la sua la pasta diventa molto solubile in bocca.

TERRITORIO DI PRODUZIONE

Comunità Montana Bassa Valle Cervo in territorio del Comune di Pralungo e Valle Oropa in territorio del Comune di Biella

COME SI PRODUCE

Il latte vaccino, dopo la mungitura, viene messo in caldaie di rame per 12 ore. Si procede, poi, con la scrematura. Dopo aver scaldato il latte a 25-28°C, si aggiunge il caglio e si attendono circa 30-40 minuti per il coagulo.

mercoledì 14 dicembre 2011

Paglierina formaggio (PAT) Piemontese

PAGLIERINA FORMAGGIO (PAT)

DEL PIEMONTE

Formaggio Paglierina

Paglierina è sicuramente uno dei formaggi, da consumare freschi, che tutti o quasi avranno avuto il piacere di assaggiare almeno una volta e che si è giustamente guadagnato la denominazione PAT.

Paglierina (PAT) caratteristiche

Denominazione: PAT

Categoria: Formaggi

Aree geografiche interessate:

Prodotta in alcune zone dell'astigiano, è caratteristica anche della provincia di Torino e in parte di quella di Cuneo. La zona di provenienza del latte e di trasformazione in formaggio corrisponde all'intero territorio della provincia di Torino e alcune aree tra le provincie di Cuneo e Asti.

venerdì 28 ottobre 2011

Gorgonzola formaggio DOP del Piemonte

Gorgonzola DOP

formaggio del Piemonte

Nel Novarese l'allevamento bovino è finalizzato alla produzione di latte, o meglio di un formaggio, il Gorgonzola, che ha origini lombarde ma che qui si è acclimatato al punto da far scegliere Novara come sede del Consorzio di produzione e tutela dal 1970.

Se è vero che l'epoca migliore per la sua produzione è l'autunno, sia per la temperatura mite che per il giusto grado di umidità dell'aria, è altrettanto vero che le moderne tecniche hanno fatto sì che si possa produrre eccellente gorgonzola in ogni periodo dell'anno. Proprio le caratteristiche particolari del prodotto fanno sì che, comunque, sia necessario un notevole intervento e controllo manuale.

GorgonzolaIl gorgonzola è un formaggio erborinato (da "erborin", che in dialetto significa prezzemolo), ottenuto con latte intero di vacca; nel passato si usava la tecnica che impastava due cagliate, complicata e lenta, mentre oggi è stata messa a punto una tecnica che utilizza il latte di una sola mungitura, addizionato di fermenti lattici e spore di penicillina.

Attraverso particolari fasi di lavorazione del gorgonzola, si ottengono forme di 14-18 chili (ognuna derivata dalla lavorazione di un quintale di latte), un passaggio importante è quello della foratura con grossi aghi metallici, per permettere l'entrata dell'aria nella pasta e favorire lo sviluppo (erborinatura) del Penicillium glaucum, il quale determina la formazione delle caratteristiche venature blu-verdi che rendono questo formaggio inconfondibile.

lunedì 12 settembre 2011

Mortadella Bologna IGP, da suini Piemontesi

Mortadella Bologna IGP, da suini Piemontesi

L'appellativo "mortadella" risale all'epoca Romana.

Alcune fonti, lo indicano come derivazione da "Mortarium - mortaio", utensile utilizzato per appiattire la carne di maiale.

Le produzioni della mortadella, sono principalmente localizzate in aree delle Regioni Emilia Romagna e Lazio.

La mortadella è il più rinomato salume cotto della tradizione bolognese, con origini storiche risalenti al XVI Sec.

Dall'epoca storica del tardo Rinascimento, si ebbero testimonianze letterarie e storiche, che ne dimostrarono la presenza sulle tavole italiane.

In tempi recenti, le aree di produzione si sono estese in altri territori ed anche in Piemonte, con l'uso di pregiati suini, allevati in Regione.

Attualmente, il salume si fregia del riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta) rilasciato ed attestato con Regolamento CE 1549/98, tale marchio rappresenta la tutela delle qualità, instaurando un legame ai territori di produzione, nella salvaguardia delle tradizioni e delle caratteristiche organolettiche del prodotto.

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 Composizione degli alimenti

Con studi in campo alimentare si pone in rilievo l'interesse per la composizione degli alimenti: a tale riguardo, si sottolineano le esigenze dei consumatori nella ricerca costante di parametri qualitativi, che garantiscano "sicurezza alimentare".

I prodotti considerati definiscono - per composizione e caratteristiche di attrattiva e gradimento - un ruolo importante all'interno della ripartizione dei salumi tipici del Piemonte; infatti, il prodotto di base - la carne suina - mette a punto in modo rilevante, il legame tra allevamenti e territorio.

Per ciascun prodotto si evidenziano i contenuti macronutrienti, quali acqua - proteine - lipidi - zuccheri - sali minerali totali ed energia, per porzione di 100 grammi.

Inoltre, sono precisate le qualità proteiche, nell'analisi del contenuto di aminoacidi, le componenti di acidi grassi e di colesterolo.

Si esaminano l'apporto di minerali, determinato da ferro - zinco - rame - sodio - potassio - calcio - magnesio; nonché i contenuti di vitamine B1 e B2 ed additivi nitrati e nitriti, con cloruro di sodio.

Gli aspetti comuni dei salumi indicati, identificano l'importanza nell'alimentazione quotidiana, definendo un apporto di proteine di elevata qualità ed un significativo contributo di svariati elementi nutrizionali.

Concludendo, l'analisi dei valori nutrizionali riguardanti i salumi tipici indicati, occorre affermare che molto spesso disinformazione e pregiudizi, limitano il consumo di tali preziose fonti alimentari: quotidianamente ci si affida alle pubblicità ed ai mass-media, che a volte identificano in alcuni alimenti, motivazioni giuste o negative per la salute.

Per una corretta alimentazione è indispensabile il consumo degli alimenti indicati, che includono tradizioni millenarie e parametri qualitativi di notevole entità - definiti dagli specialisti della nutrizione - identificando le componenti nutritive dei grassi, come proteine e carboidrati, in nutrimenti essenziali per il corpo umano.

Questi prodotti della salumeria tradizionale del Piemonte, sono una valida alternativa all'usuale alimentazione giornaliera, ricordando che le carni di suino contengono notevoli quantità di proteine, aminoacidi e grassi insaturi, che non devono essere eliminati nella corretta alimentazione; non solo, importante fonti di ferro, zinco, elementi minerali, patrimonio vitaminico del gruppo B, di elevato valore nutrizionale.

Produzione e conservazione

La tecnica produttiva della Mortadella Bologna è tradizione dei territori di appartenenza: ingrediente ottimale, sono carni trattate - sulla base di disciplinare riconosciuto a livello europeo - triturate e ridotte in emulsione cremosa, con differenti passaggi in apposite macchine tritacarne, l'ultima delle quali porta il significativo nome di "sterminio".

Sono preparati cubetti di grasso, ricavati principalmente dalla gola di suino, da cui si trae un pregiato grasso.

L'impasto così ottenuto, è insaccato in precise dosi (sui mercati si commercializzano mortadelle di differenti taglie: dai 500 gr ai 50 kg) con involucri naturali o sintetici e sottoposto a cottura.

È questa la fase più delicata, capace di dare alla Mortadella di Bologna tutto il caratteristico aroma e tipica morbidezza; il procedimento prevede l'utilizzo di apposite stufe ad aria secca, con tempi di cottura che vanno da poche ore, sino ad un giorno intero.

Segue una docciatura con acqua fredda e una sosta in cella di raffreddamento, che consente al prodotto di "stabilizzarsi".

Consumi

La Mortadella Bologna ha uno svariato consumo.

Tagliata a cubetti ed abbinata a fresche verdure e formaggi, abbinata con aperitivi, affettata finemente può essere usata come ripieno, per insaporire piatti tradizionali a base di carni o sformati rustici.
Conservazione

Come tutti i salumi, la Mortadella di Bologna, se affettata va consumata entro breve tempo, per evitare che manchi di freschezza.

Confezionata sottovuoto, dev'essere comunque conservata in frigorifero, per mantenere inalterati aroma e colore.

Valori nutrizionali:

Acqua: 52,3
Proteine: 14,7
Lipidi: 28,1
Zuccheri: 1,5
Energia calorie: 317
Colesterolo: 70
Sodio: 506

   Zia Fiorella


Fonte:
Regione Piemonte

martedì 6 settembre 2011

L'EIGOVITTO–Rara Grappa di Avanà Vallesusa

L'EIGOVITTO - RARA GRAPPA DI AVANÀ VALSUSA

In tutta la zona di produzione, che si dispiega intorno a quella che fino al trattato di Utrecht del 1713 era la linea di confine tra Piemonte e Delfinato (Gravere, Giaglione, Chiomonte, Susa), si sono sempre utilizzate le vinacce di Avanà per distillare una preziosa e rara acquavite.

fotografia dell'Eigovitto, tipico liquore della bassa Valle di Susa e Val CenischiaIl nome con cui questa era chiamata era diverso da località a località, ed i termini impiegati erano molto differenti tra loro, pur essendo le distanze tra i paesi molto ridotte.

La zona di produzione dell’Avanà, infatti, è anche zona di confine linguistico e culturale e si situa al vertice delle zone dell’occitano, del franco-provenzale e del piemontese.

 

Il termine "eigovitto" è quello usato nelle zone più alte di coltivazione dell’Avanà ed è di evidente origine occitana.

martedì 30 agosto 2011

GRAPPA DELLA COMBA DI SUSA - Prodotto tipico del Piemonte

GRAPPA DELLA COMBA DI SUSA

Si tratta di una grappa ricavata esclusivamente dalla distillazione di vinacce locali conferite da numerosi piccoli viticoltori della zona.

Tutte le fasi della produzione si svolgono sul territorio: coltivazione delle uve, vinificazione, distillazione, invecchiamento ed imbottigliamento, a garanzia dell’origine e della tipicità del prodotto.

La distillazione avviene al centro della Comba di Susa impiegando alambicchi antichi secondo la tradizione locale.

fotografia della grappa al Genepy, tipica grappa della bassa Valle di Susa e Val CenischiaL’alimentazione del fuoco si effettua esclusivamente con legna del luogo, sia per la distillazione che per la rettifica.

Quest’ultima operazione consente di creare il giusto equilibrio fra il sapore pronunciato della grappa, simile a quello dei distillati ottenuti con procedimenti casalinghi, e la purezza della grappa ridistillata con un sapiente scarto delle teste e delle code.

L’invecchiamento naturale affina il gusto e mette in rilievo note fruttate e sentori alpini assolutamente unici.

La comba di Susa
Il termine Comba, di origine celtica, indica la parte bassa di una valle ed è usato localmente per individuare i pressi della città di Susa situati nell’avvallamento esistente fra il Monte Rocciamelone (3538 mt. s.l.m.), il Colle del Moncenisio (2084 mt. s.l.m.) ed il Massiccio dell’Orsiera (2878 mt. s.l.m.).
Si tratta di un’area con caratteristiche particolari in cui si fondono aspetti vegetali tipicamente alpini con altri di tipo squisitamente mediterraneo dove vivono leccio, fico e vite.

Le vigne della Comba di Susa
La coltura della vite è documentata sino da tempi antichi e si spinge fino a quote elevate, soprattutto sui pendii esposti a sud.
Si tratta di appezzamenti generalmente molto piccoli, spesso anche minimi con poche piante di vite su un singolo terrazzo, con bassissime rese quantitative, ma di qualità eccellente.
La frammentazione delle colture ha dato origine all’impianto di una grande molteplicità di vitigni, spesso con caratteristiche specificamente locali, come Carcheirun, Avanà, Grisa, ed altri.

 

Fonte: cmbvallesusa.it

 

     Zia Fiorella

giovedì 30 giugno 2011

Formaggio Bra d.o.p. del Piemonte

BRA d.o.p.

Il formaggio "Bra", formaggio semi-grasso di latte vaccino, che può essere integrato con latte ovino e/o caprino è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Comune di Bra, ove tradizionalmente si stagionava e smerciava il formaggio prodotto originariamente negli alpeggi di montagna.

Formaggio

Il formaggio ha origine nell'area montana, pedemontana e di pianura limitrofa delle Alpi Marittime e Cozie: il Bra veniva fabbricato dai pastori detti "malgari" che in autunno scendevano con le mandrie al piano per svernare ed in primavera ritornavano ai pascoli di montagna e nei periodi di permanenza in pianura diffondevano la conoscenza del prodotto e delle modalità produttive.

giovedì 9 giugno 2011

Trota Salmonata affumicata (PAT) del Piemonte

TROTA SALMONATA AFFUMICATA (PAT) del Piemonte

Le trote, pesci della famiglia dei Salmonidi, allevate in acquacoltura interessano due specie:
1) la trota fario, di origine europea, ha un corpo di forma allungata, leggermente compresso lateralmente. La testa è robusta, la bocca grande e munita di forti denti. Il colore del dorso è molto variabile dal bruno scuro all'argento e sui fianchi e sulla testa ha piccole macchie nere, rosse, marroni;

trota-salmonata

2) la trota iridea, di origine nordamericana, ha il corpo più slanciato, il muso tozzo, la testa piccola, presenta un dorso di colore grigio-bluastro o blu-verdastro, con fianchi grigio argentei. Ha una fascia di colore rosato lungo i fianchi, dove sono anche presenti numerose macchie nere.

lunedì 30 maggio 2011

Prodotti Tipici del Biellese

PRODOTTI TIPICI DEL BIELLESE

Vediamo insieme quali sono i prodotti tipici del Biellese, vi sono molti nomi famosi a tutti come la Toma (Maccagno) o il salame di patata e altri ugualmente interessanti e gustosi ma meno conosciuti.
Tutti questi prodotti varrebbe la pena conoscerli con una degustazione sul luogo, magari approfittando delle tante fiere e sagre enogastronomiche che si svolgono in ogni periodo dell’anno.

Prodotti tipici Biellesi

I FORMAGGI

Il Biellese è ricco di formaggi, tra i quali il più noto è la TOMA, a pasta dura, di latte vaccino, di antica tradizione alpina. Viene prodotta sia con latte intero (tipo Maccagno), sia con latte parzialmente scremato. Anche le tome delle valli biellesi sono protette da un marchio D.O.C. della Regione Piemonte.
Largo come la toma, ma alto solo due dita, è il BEDDU, prodotto con latte scremato e tipico della zona di Pralungo, che si consuma fresco o previa stagionatura sulla paglia. La produzione di formaggi freschi si contraddistingue per la qualità e la varietà (Sordevolo, ricotta, tumin), caratteristiche queste che si ritrovano anche nei formaggi caprini, siano essi freschi, stagionati o variamente aromatizzati.